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            [titolo] => Il termine per impugnare il contratto a termine decorre dal giorno della sua cessazione. Tante impugnazioni quanti sono i contratti.
            [occhiello] => L'approfondimento è a cura del Centro Studi Ancl Nazionale
            [corpo] => Un lavoratore, al termine di un rapporto di lavoro svoltosi in favore di una casa di cura, presentava ricorso al Giudice del lavoro di Rimini il 2 febbraio 2016 sostenendo di aver prestato servizio per il proprio datore di lavoro in forza di diversi contratti di lavoro a tempo determinato succedutisi nel tempo. In particolare, il lavoratore deduceva di aver sottoscritto un primo contratto il 12 dicembre 2012; un secondo contratto il 1° marzo 2014 ed un terzo stipulato il 18 dicembre 2014. Inoltre, il ricorrente deduceva anche di aver lavorato in favore della casa di cura senza alcuna interruzione del rapporto. Con la costituzione in giudizio, la casa di cura formulava alcune eccezioni tra cui l’intervenuta decadenza per l’impugnazione dei contratti di lavoro a termine. Infatti, il lavoratore aveva impugnato i tre contratti con un’unica comunicazione, inviata alla società nel 2015. Il giudizio di primo grado (Trib. Rimini, sentenza n. 237/2016) si concludeva con l’accertamento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato intercorso tra il lavoratore e la casa di cura, dovuto da una presunta illegittima apposizione del termine ai contratti stipulati e dall’assenza di causalità che giustificasse il ricorso alla tipologia contrattuale.


[riassunto] => In allegato la sentenza della Corte d’Appello di Bologna, n. 1339/2017 pubblicata il 2 gennaio 2018. [thumb] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenza-area.jpg [file] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenza-area.jpg [datapubblicazione] => 2018-05-14 10:50:00 [slug] => il-termine-per-impugnare-il-contratto-a-termine-decorre-dal-giorno-della-sua-cessazione-tante-impugnazioni-quanti-sono-i-contratti [created_at] => 2018-05-14 10:51:06 [updated_at] => 2018-05-14 10:58:43 [categorie] => Array ( [id] => 30 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Sentenza della settimana [slug] => sentenza-della-settimana ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 49 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 76 [file] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenza-della-settimana-contratto-a-termine14052018.pdf [titolo] => Il termine per impugnare il contratto a termine decorre dal giorno della sua cessazione. Tante impugnazioni quanti sono i contratti ) [1] => Array ( [id] => 50 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 76 [file] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/appellobolognan1339-2018.pdf [titolo] => La Sentenza n. 1339/2017 ) ) ) [1] => Array ( [id] => 75 [bozza] => no [inevidenza] => si [dataarticolo] => 2018-05-10 11:05:00 [categorie_id] => 31 [accounts_id] => 25953 [canale] => UP [titolo] => Progetto di formazione "Professionalità dipendente" [occhiello] => In allegato la lettera di presentazione del progetto da parte del presidente nazionale Ancl Dario Montanaro. [corpo] => In allegato la lettera di presentazione del progetto da parte del presidente nazionale Ancl Dario Montanaro. [riassunto] => [thumb] => /public/users/user-25953/varie/ancl.jpg [file] => /public/users/user-25953/varie/ancl.jpg [datapubblicazione] => 2018-05-10 11:05:00 [slug] => progetto-di-formazione-professionalita-dipendente [created_at] => 2018-05-10 11:05:34 [updated_at] => 2018-05-10 11:17:32 [categorie] => Array ( [id] => 31 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Contributi vari [slug] => contributi-vari ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 47 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 75 [file] => /public/users/user-25953/varie/prot-n-767-pres-2018.pdf [titolo] => Lettera "Professionalità dipendente" ) [1] => Array ( [id] => 48 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 75 [file] => /public/users/user-25953/varie/sintesiprogetto.pdf [titolo] => Il progetto in sintesi ) ) ) [2] => Array ( [id] => 74 [bozza] => no [inevidenza] => si [dataarticolo] => 2018-05-04 11:32:00 [categorie_id] => 30 [accounts_id] => 25953 [canale] => iscritti [titolo] => Dopo il verbale di conciliazione, è necessario comunque comunicare per iscritto il licenziamento (con effetto ex tunc) [occhiello] => L'approfondimento di questa settimana è a cura di Osvaldo Galizia [corpo] =>

Il caso

Il lavoratore veniva dichiarato dalla commissione medica dell'Asl totalmente inidoneo allo svolgimento delle mansioni e ad a qualsiasi proficuo lavoro; conseguentemente l'azienda, avendo oltre 15 dipendenti, ha proceduto a comunicare al lavoratore ed all'Ispettorato del Lavoro l'intenzione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ai sensi dell'articolo 7 della legge n. 604/1966, come modificato dall'articolo 1, comma 40, della legge n. 92/2012.

Alla riunione della Commissione di Conciliazione, fissata dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro, il datore di lavoro ribadiva le motivazioni del licenziamento respingendo anche la richiesta di corresponsione di una somma a titolo di incentivo all'esodo proposta dalla Commissione e dichiarava di voler procedere in quella sede al licenziamento.

La Commissione di Conciliazione dava quindi atto della mancata conciliazione ma l'azienda non procedeva ad inviare al lavoratore nessuna lettera di licenziamento ritenendo sufficiente la manifestazione di volontà di procedere in tal senso, contenuta nel verbale di mancata conciliazione dinanzi alla Commissione.

Il lavoratore impugnava l'intervenuta risoluzione del rapporto di lavoro ritenendo che il licenziamento fosse stato comunicato oralmente, in quanto intimato senza la forma scritta prevista dall'articolo 2 della legge n. 604/1966 e chiedeva al giudice la reintegra nel posto di lavoro ed il risarcimento del danno ex art. 18 St. Lav., oltre al versamento dei contributi previdenziali assistenziali.


L'approfondimento prosegue nel file allegato.


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Fino al compimento di tale scelta, pertanto, il rapporto pendente è in una fase di sospensione ed il curatore, esercitando una facoltà espressamente riconosciutagli dalla legge, non può ritenersi inadempiente, fatta salva l’actio interrogatoria del lavoratore o eventuali azioni di questi per il risarcimento del danno causato dall'inerzia colpevole del curatore, sempre che ne ricorrano i presupposti di diritto comune. Successivamente, qualora il curatore deliberi di subentrare nel rapporto di lavoro, esso prosegue con l'obbligo di adempimento per entrambe le parti delle prestazioni corrispettive, mentre qualora intenda sciogliersi dal rapporto dovrà farlo nel rispetto delle norme limitative dei licenziamenti individuali e collettivi, non essendo in alcun modo sottratto ai vincoli propri dell'ordinamento lavoristico. Pertanto, la curatela che abbia proceduto ad intimare un licenziamento illegittimo è esposta alle conseguenze risarcitorie previste dall'ordinamento, secondo la disciplina applicabile tempo per tempo, a tutela della posizione del lavoratore (nel caso concreto ha, dunque, errato, la corte territoriale nel negare l’ammissione al passivo del fallimento per crediti della ricorrente relativi al periodo successivo al licenziamento dichiarato inefficace con sentenza passata in giudicato). [riassunto] => L'approfondimento della sentenza della Corte di Cassazione 23 marzo 2018, n. 7308 è a cura del Centro Studi Nazionale [thumb] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenza-area.jpg [file] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenza-area.jpg [datapubblicazione] => 2018-04-06 14:23:00 [slug] => dichiarato-il-fallimento-il-rapporto-di-lavoro-rimane-sospeso-in-attesa-della-nomina-del-curatore-fallimentare [created_at] => 2018-04-06 14:23:46 [updated_at] => 2018-04-06 14:27:18 [categorie] => Array ( [id] => 30 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Sentenza della settimana [slug] => sentenza-della-settimana ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 42 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 72 [file] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/cass-7308-2018.pdf [titolo] => La sentenza della Corte di Cassazione 23 marzo 2018, n. 7308 ) ) ) [5] => Array ( [id] => 70 [bozza] => no [inevidenza] => no [dataarticolo] => 2018-04-03 11:11:00 [categorie_id] => 31 [accounts_id] => 25953 [canale] => iscritti [titolo] => Modello di diffida dal recupero integrale dei benefici contributivi [occhiello] => Il modello è stato predisposto dall'Avvocato Francesco Stolfa [corpo] =>

Nel numero 2 della rivista "Il Consulente Milleottantuno" di marzo 2018 l'Avvocato Francesco Stolfa ha illustrato gli effetti dell’art. 6, comma 10, d.l. 338/89. Nel numero 3 di aprile della rivista viene proposto un modello di diffida per l’applicazione di questa norma, atteso il mancato rispetto di essa in molti casi, da inviare agli enti competenti per l’ispezione.


[riassunto] => Il modello è stato predisposto dall'Avvocato Francesco Stolfa [thumb] => /public/users/user-25953/approfondimenti/anclcentrostudi.jpg [file] => /public/users/user-25953/approfondimenti/anclcentrostudi.jpg [datapubblicazione] => 2018-04-03 11:11:00 [slug] => modello-di-diffida-dal-recupero-integrale-dei-benefici-contributivi [created_at] => 2018-04-03 11:11:42 [updated_at] => 2018-04-03 14:20:34 [categorie] => Array ( [id] => 31 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Contributi vari [slug] => contributi-vari ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 40 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 70 [file] => /public/users/user-25953/varie/diffida-inps_modello_n-calm.doc [titolo] => Diffida dal recupero integrale dei benefici contributivi ) ) ) [6] => Array ( [id] => 68 [bozza] => no [inevidenza] => no [dataarticolo] => 2018-03-30 10:44:00 [categorie_id] => 30 [accounts_id] => 25953 [canale] => iscritti [titolo] => Le ferie possono essere concesse in base alle esigenze aziendali [occhiello] => Approfondimento del Centro Studi Nazionale sulla sentenza n. 6411 della Corte di Cassazione [corpo] =>

Con la sentenza n. 6411, la Corte di Cassazione ha stabilito che il rifiuto del datore di

lavoro ad una richiesta di ferie avanzata senza il rispetto del periodo di preavviso

previsto dal contratto collettivo non deve essere motivato da speciali esigenze di

carattere organizzativo, come nel caso di diniego a fronte di una richiesta tempestiva:

l'azienda potrà concedere le ore di ferie richieste compatibilmente con le esigenze

aziendali. Quindi, non è il rifiuto che deve essere motivato da speciali esigenze di

carattere organizzativo ma è la concessione delle ore che sarà effettuata

compatibilmente con le esigenze aziendali. Peraltro, la richiesta tardiva non fa

perdere al lavoratore il diritto di fruire in futuro delle ferie rifiutate: tale estinzione è

ravvisabile solo nella mancata richiesta di ferie.

Inoltre, la sentenza sfiora soltanto l'annosa questione del diritto al risarcimento del

danno per mancato godimento delle ferie che, come è noto, ormai spetta al lavoratore

anche in assenza di responsabilità del datore di lavoro. In questo caso la Corte di

Cassazione ha ribadito il diritto del lavoratore ad un risarcimento in forma specifica

per il danno da mancato riposo psicofisico, risarcimento che, nel caso di specie, non è

stato seguito da alcuna condanna solo per il fatto che la richiesta avanzata dal

lavoratore in tal senso era eccessivamente generica.

[riassunto] => Approfondimento del Centro Studi Nazionale sulla sentenza n. 6411 della Corte di Cassazione [thumb] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenza-area.jpg [file] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenza-area.jpg [datapubblicazione] => 2018-03-30 10:44:00 [slug] => le-ferie-possono-essere-concesse-in-base-alle-esigenze-aziendali [created_at] => 2018-03-30 10:45:17 [updated_at] => 2018-03-30 10:53:25 [categorie] => Array ( [id] => 30 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Sentenza della settimana [slug] => sentenza-della-settimana ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 39 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 68 [file] => /public/users/user-25953/sentenza-della-settimana/sentenzasettimana30032018.pdf [titolo] => Sentenza della Corte di Cassazione 15 marzo 2018, n. 6411 ) ) ) [7] => Array ( [id] => 64 [bozza] => no [inevidenza] => no [dataarticolo] => 2018-03-23 11:26:00 [categorie_id] => 30 [accounts_id] => 25953 [canale] => iscritti [titolo] => Il regime contributivo degli apprendisti non è un’agevolazione [occhiello] => [corpo] =>

Con sentenza n. 6428 pubblicata il 15 marzo 2018, la Corte di Cassazione, interpretando l’art. 10 della legge n. 30/2003, ha affermato che il mancato rispetto del trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo di settore, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, riverbera il proprio effetto su eventuali sgravi contributivi fiscali percepiti, ma non tocca la minore contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, dovuta in caso di assunzione di apprendisti.

Secondo la Corte tale esclusione è determinata dal fatto che si è in presenza di “contribuzione propria” che si applica indistintamente a tutti i datori di lavoro che assumono con la tipologia contrattuale dell’apprendistato.

Tale principio era stato, chiaramente, sostenuto dal Ministero del Lavoro con la circolare n. 5/2008.

Di seguito la sentenza della Corte di Cassazione 15 marzo 2018, n. 6428.

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1. Quadro normativo attuale.

La Legge di Bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha introdotto alcune novità per le associazioni e le società sportive dilettantistiche.

Il legislatore ha innanzitutto precisato che le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., nonché delle società sportive dilettantistiche lucrative, costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa (cfr. art. 1, comma 358 della legge 27 dicembre 2017, n. 205), richiamando così quanto disposto dall’art. 2, comma 2 lett. d) del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81 e introducendo un regime di esenzione fiscale pari ad euro 10.000 complessivi annui (rispetto al tetto precedente, pari ad euro 7.500 complessivi annui).

Viene poi introdotto un regime differenziato per il trattamento fiscale e previdenziale delle collaborazioni rese in favore di questi soggetti. I compensi corrisposti dalle società sportive dilettantistiche lucrative (nuova tipologia introdotta proprio dalla Legge di Bilancio) saranno assimilati, sotto il profilo fiscale, ai redditi derivanti dal lavoro dipendente; mentre i redditi corrisposti dalle associazioni o società sportive dilettantistiche non lucrative saranno assimilati ai redditi diversi (cfr. art. 1, comma 359 della legge 27 dicembre 2017, n. 205; le novità fiscali e previdenziali saranno approfondite nel paragrafo 3).

La differenziazione in questione ha un impatto concreto sulla realtà in quanto solo i redditi erogati dalle associazioni non lucrative – fino ad un massimo di euro 10.000 – possono usufruire dell’esenzione fiscale, mentre per le società o associazioni sportive a carattere lucrativo, il legislatore ha escluso l’applicazione del beneficio della decommercializzazione dei proventi prevista dall’art. 148 del Tuir (d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917) ai fini delle imposte sui redditi e dall’art. 4 del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633 per quanto concerne l’Iva. Inoltre, per queste ultime, non è possibile determinare il reddito e l’Iva in base al regime forfettario previsto dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398. Per le associazioni o società lucrative rimane solo un’agevolazione sull’Ires, in quanto l’aliquota prevista è pari al 12% anziché al 24%, a condizione che abbiano ottenuto l’iscrizione all’interno del registro del C.O.N.I..

[riassunto] => Le novità introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 [thumb] => /public/users/user-25953/approfondimenti/anclcentrostudi.jpg [file] => /public/users/user-25953/approfondimenti/anclcentrostudi.jpg [datapubblicazione] => 2018-03-22 09:48:00 [slug] => i-contratti-di-collaborazione-in-ambito-sportivo [created_at] => 2018-03-22 09:49:17 [updated_at] => 2018-03-22 14:39:49 [categorie] => Array ( [id] => 32 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Note di approfondimento [slug] => note-di-approfondimento ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 32 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 52 [file] => /public/users/user-25953/approfondimenti/collaborazioni-coni.pdf [titolo] => I contratti di collaborazione in ambito sportivo ) ) ) ) 1
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