Centro Studi
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            [corpo] => Nel mondo del diritto del lavoro la questione della rappresentanza e rappresentatività del sindacato è uno degli argomenti più appassionanti. Tema che periodicamente viene accantonato o torna di attualità. Nascono come funghi contatti collettivi siglati da organizzazioni sindacali sia datorili che dei lavoratori che, per ottenere il passaporto di “maggiormente e/o comparativamente più rappresentative”, debbono essere in qualche modo “misurate”. Ma come si deve procedere in questi casi non è chiaro, tant’è che più volte ci sono stati tentativi di accordo per individuare quali criteri avrebbero dovuto determinare l’indice di rappresentatività, ma senza esito. Il “peccato” però è quello originale, per la mancata attuazione dell’art. 39 della Costituzione che, solo, indica la via da seguire per il riconoscimento della personalità giuridica alle organizzazioni sindacali. La mancata attuazione, per ovvi motivi, comporta diverse conseguenze fra le quali i dubbi perenni sull’efficacia dei CCNL stipulati se possano avere efficacia erga omnes, ovvero questa efficacia si debba raggiungere con altri indicatori quali l’appartenenza delle parti alle organizzazioni firmatarie del contratto, la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro e simili. 
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            [corpo] => Secondo la recente pronuncia della Corte di Cassazione, l’azienda non ha alcun obbligo di comunicare all’Inps il numero dei dipendenti che comporta la modifica dell’inquadramento da artigiano ad industria. La normativa di riferimento (art. 3, comma 8 della l. n. 335/1995), infatti, si occupa di regolare gli effetti dei provvedimenti di variazione di inquadramento previdenziale adottati dall’Inps in sede di riesame o di verifica di singole situazioni aziendali ma non prevede un obbligo a carico del datore di lavoro di comunicare all’istituto qualsivoglia variazione a seguito del mutamento dell’attività svolta, né prevede l’obbligo delle aziende di effettuare specifiche dichiarazioni preventive appositamente destinate all’Inps con il fine esclusivo di consentire all’Istituto di verificare i presupposti per la classificazione dell’impresa.
            [riassunto] => La sentenza della settimana: varia il numero dei dipendenti dell’impresa? Non c’è obbligo di comunicarlo in modo specifico all’Inps, che può assumere queste informazioni dalle denunce mensili
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Con questo e-book l'Ancl lancia una nuova iniziativa intitolata “Tema del mese”. L’ambizione di questo progetto è quella di creare una rete tra le Unioni Provinciali ed il Centro Studi Nazionale, per valorizzare periodicamente la formazione che come associazione offriamo ai nostri associati, su tematiche di carattere professionale e anche di approfondimento scientifico. In particolare, in questo primo numero, il Centro Studi nazionale ha approfondito il tema della Certificazione Unica 2018, tra analisi del modello e indicazioni operative.

[riassunto] => Prima pubblicazione dell'iniziativa Ancl "Tema del mese" [thumb] => /public/users/user-25953/tema-del-mese/immagini-tema-del-mese/miniaturatemadelmesefebbraio2018copertina.jpg [file] => /public/users/user-25953/tema-del-mese/immagini-tema-del-mese/miniaturatemadelmesefebbraio2018copertina.jpg [datapubblicazione] => 2018-02-10 12:46:00 [slug] => la-certificazione-unica-2018 [created_at] => 2018-03-14 12:47:15 [updated_at] => 2018-03-19 16:58:44 [categorie] => Array ( [id] => 29 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Tema del mese [slug] => tema-del-mese ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 26 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 48 [file] => /public/users/user-25953/tema-del-mese/cu-2018-tema-del-mese01.pdf [titolo] => Certificazione Unica 2018 ) ) ) [3] => Array ( [id] => 57 [bozza] => no [inevidenza] => no [dataarticolo] => 2018-01-30 10:40:00 [categorie_id] => 34 [accounts_id] => 25953 [canale] => tutti [titolo] => Le attività del Cento Studi Nazionale nel 2017 [occhiello] => [corpo] =>

Le slide contengo delle informazioni relative alle attività svolte dal Centro Studi Nazionale nell’arco del 2017. Le attività del Centro Studi si sono concentrate su più fronti: dall’elaborazione dei quesiti posti dagli associati alla promozione di interpelli, dalla stesura di progetti formativi finanziati dall’ente bilaterale del CCNL degli studi professionali (progetto in via di approvazione) ad approfondimenti scientifici in materia di diritto del lavoro e previdenza sociale i cui risultati sono stati pubblicati su riviste e quotidiani di settore. Il Centro Studi si è occupato anche di costruire una rete di relazioni con i diversi attori del mercato del lavoro (organizzazioni sindacali, Ministero del Lavoro, Ispettorato del Lavoro) con la finalità di condividere strategia e obiettivi per un miglioramento delle politiche del lavoro. L’attività di studio è stata finalizzata anche a costruire proposte per interventi legislativi volti a migliorare il sistema contributivo e previdenziale (v. la contribuzione a tutele crescenti).

Visiona la presentazione

[riassunto] => Il rapporto è a cura del Dott. Giovanni Piglialarmi, Dottorando di Ricerca in Formazione della persona e Mercato del Lavoro Università degli Studi di Bergamo - ADAPT [thumb] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [file] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [datapubblicazione] => 2018-01-30 10:40:00 [slug] => le-attivita-del-cento-studi-nazionale-nel-2017 [created_at] => 2018-03-22 10:40:54 [updated_at] => 2018-03-22 13:05:22 [categorie] => Array ( [id] => 34 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Rapporto annuale delle attività del Centro Studi [slug] => rapporto-annuale-delle-attivita-del-centro-studi ) [files] => Array ( ) ) [4] => Array ( [id] => 56 [bozza] => no [inevidenza] => no [dataarticolo] => 2018-01-30 10:36:00 [categorie_id] => 31 [accounts_id] => 25953 [canale] => tutti [titolo] => Decontribuzione e mercato del lavoro: l’apprendistato è (ancora) una valida alternativa agli incentivi? [occhiello] => [corpo] => Da circa quattro anni, la legislazione italiana è orientata a stimolare la domanda di lavoro attraverso politiche di incentivazione economica. In particolare, lo Stato si fa carico della spesa contributiva per un determinato periodo di tempo, riducendo il costo del lavoro in capo delle imprese. Con questa visione di fondo, il legislatore ritiene di poter stimolare la crescita dell’occupazione. Tuttavia l’appetibilità di queste misure economiche ha mostrato dei limiti nel tempo, a causa anche della loro continua variabilità nonché dell’elevato numero di contenzioso che hanno generato per questioni inerenti l’accesso e la fruibilità. In realtà, nell’ordinamento italiano forme flessibili di accesso al mercato del lavoro ad un costo contenuto per le imprese, non sono mancate, soprattutto per i giovani. L’apprendistato ne è l’esempio quale contratto «finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani» (cfr. art. 41 del D.lgs. n. 81/2015).  [riassunto] => L'approfondimento è di Giovanni Piglialarmi [thumb] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [file] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [datapubblicazione] => 2018-01-30 10:36:00 [slug] => decontribuzione-e-mercato-del-lavoro-l-apprendistato-e-ancora-una-valida-alternativa-agli-incentivi [created_at] => 2018-03-22 10:37:06 [updated_at] => 2018-03-22 11:08:43 [categorie] => Array ( [id] => 31 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Contributi vari [slug] => contributi-vari ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 36 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 56 [file] => /public/users/user-25953/news/decontribuzione-emercatod-del-lavoro_piglialarmi.pdf [titolo] => Decontribuzione e mercato del lavoro: l’apprendistato è (ancora) una valida alternativa agli incentivi? ) ) ) [5] => Array ( [id] => 55 [bozza] => no [inevidenza] => no [dataarticolo] => 2018-01-26 10:33:00 [categorie_id] => 31 [accounts_id] => 25953 [canale] => tutti [titolo] => Credito d’imposta nella Legge di Bilancio 2018: si applica anche ai professionisti? [occhiello] => [corpo] => La legge di Bilancio 2018 (legge n. 27 dicembre 2017, n. 205) ha introdotto diverse agevolazioni fiscali destinate alle imprese, introducendo il credito d’imposta per le attività di formazione relative all’industria 4.0, per l’acquisto di prodotti di plastiche provenienti dalla raccolta differenziata, per la consulenza in materia di quotazione per le piccole e medie imprese, per l’ammodernamento degli impianti calcistici e librerie [riassunto] => L'approfondimento di Giovanni Piglialarmi è stato pubblicato sul quotidiano "Italia Oggi" del 26 gennaio 2018 [thumb] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [file] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [datapubblicazione] => 2018-01-26 10:33:00 [slug] => credito-d-imposta-nella-legge-di-bilancio-2018-si-applica-anche-ai-professionisti [created_at] => 2018-03-22 10:34:18 [updated_at] => 2018-03-22 14:32:37 [categorie] => Array ( [id] => 31 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Contributi vari [slug] => contributi-vari ) [files] => Array ( [0] => Array ( [id] => 35 [accounts_id] => 25953 [articoli_id] => 55 [file] => /public/users/user-25953/news/creditoimpostaprofessionisti-piglialarmi26012018.pdf [titolo] => Credito d’imposta nella Legge di Bilancio 2018: si applica anche ai professionisti? ) ) ) [6] => Array ( [id] => 54 [bozza] => no [inevidenza] => no [dataarticolo] => 2018-01-19 10:28:00 [categorie_id] => 31 [accounts_id] => 25953 [canale] => tutti [titolo] => Contributi di malattia per i lavoratori dello spettacolo [occhiello] => [corpo] => Con la circolare n. 124/2017, l’INPS – si badi: ad oltre sei anni dall’ultima modifica legislativa intervenuta in materia - ha stabilito che devono essere versati i contributi di malattia anche per i lavoratori dello spettacolo aventi qualifica impiegatizia o inquadrati come lavoratori autonomi sebbene in loro favore l’istituto non eroghi alcuna prestazione. 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D. Lgs. n. 22/2015). Sostanzialmente, le cause che generano il diritto a percepire astrattamente l’indennità di disoccupazione, fungono da presupposto per il versamento del contributo pari al 41% del massimale mensile dell’indennità medesima. Tuttavia, il legislatore in alcuni casi ne ha escluso l’applicazione (ad esempio, per il contratto di apprendistato come previsto dall’art. 32, comma 1, lett. a) del D.lgs. n. 150/2015). Con la Legge di Bilancio per il 2018, il legislatore ha raddoppiato il valore del contributo, portandolo all’82% del massimale mensile della NASpI, nei casi di licenziamento collettivo da parte del datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria ai sensi del D. Lgs. n. 148/2015. 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Il 17 ottobre, l’Ispettorato Nazionale del lavoro ha diffuso una nota con la finalità di «fornire alcune indicazioni operative» in relazione a «specifiche richieste pervenute dagli Uffici territoriali» sulla circolare del 18 luglio 2017, n. 3. Il documento riflette sul funzionamento dell’invito alla regolarizzazione del documento unico di regolarità contributiva (DURC) introdotto dall’art. 4 del Decreto Ministeriale del 30 gennaio 2015. Come è noto, infatti, l’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006 subordina l’accesso ai benefici previsti dalla legislazione sociale al possesso del DURC regolare. Il Decreto del Ministero del Lavoro è intervenuto, seppur con estremo ritardo, ad introdurre delle misure di garanzia a favore del contribuente per poter regolarizzare gli inadempimenti che ostacolassero il godimento dei benefici previsti dalla legge. L’art. 4 del decreto in questione, infatti, prevede che «qualora non sia possibile attestare la regolarità contributiva in tempo reale» gli enti previdenziali trasmettono o al datore di lavoro o al Consulente del lavoro «l'invito a regolarizzare con indicazione analitica delle cause di irregolarità rilevate da ciascuno degli Enti tenuti al controllo». L’impresa può regolarizzare la propria posizione contributiva entro il termine di 15 giorni (art. 4, comma 2) per ottenere il DURC regolare (art. 4, comma 3) e accedere così agli incentivi e ai benefici previsti dalla legislazione del lavoro. Il meccanismo previsto dall’art. 4 non trova applicazione per le violazioni di cui all’allegato A del D.M. del 30 gennaio 2015 poiché «costituiscono cause ostative al rilascio del Documento…laddove siano accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi».


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[riassunto] => L'approfondimento di Giovanni Piglialarmi è stato pubblicato su "Italia Oggi" del 25 ottobre 2017 [thumb] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [file] => /public/users/user-25953/news/anclcentrostudi.jpg [datapubblicazione] => 2017-10-25 10:45:00 [slug] => invito-alla-regolarizzazione-il-chiarimento-dell-ispettorato-che-fa-sorgere-ancora-piu-dubbi [created_at] => 2018-03-22 10:46:23 [updated_at] => 2018-03-22 14:31:33 [categorie] => Array ( [id] => 31 [accounts_id] => 25953 [inevidenza] => no [nome] => Contributi vari [slug] => contributi-vari ) [files] => Array ( ) ) ) 1
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