Il Consulente 1081
Lucide valutazioni sul Jobs act, alternanza scuola lavoro e ricollocazione
1081 numero 16 anno 2016 - editoriale a cura di Francesco Longobardi - Presidente Nazionale Ancl - SU

L'editoriale del presidente nazionale Ancl Francesco Longobardi

Sommersi da dati contrastanti, alla pubblica opinione viene detto che il jobs act funziona. Parola di Ministro, Governo, e partiti di maggioranza. Che un Ministro, o Il governo in carica, o i partiti che lo sostengono, debbano necessariamente valorizzare il proprio operato è lecito e comprensibile. Ma se c’è qualche progresso nel mercato del lavoro (compresi gli occupati con i voucher o gli occupati a tempo determinato) ciò non ha nulla a che fare con il jobs act. Sebbene l’economia abbia subito una battuta d’arresto i posti di lavoro sono cresciuti. Molto positivo. Anche se adesso non sono più i contratti di lavoro a tempo indeterminato a crescere ma quelli a termine. Dati in contraddizione legati a differenti forme di rilevazione «Nel secondo trimestre 2016 più 189 mila posti di lavoro. A parere del Governo sono più 585mila. L’Istituto di Statistica, infatti, ha registrato, in un anno, 439 mila occupati in più, 109 mila disoccupati in meno e un primo calo anche dei Neet, i giovani cosiddetti «Not in education, employment or training», che non studiano e non lavorano e che sono 252 mila in meno rispetto al secondo trimestre 2015 ma rappresentano ancora il 22,3% dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Nel primo semestre del 2016 (Inps- osservatorio sul precariato giugno 2016), nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a + 516.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+ 628.000) e superiore a quello registrato nei primi sei mesi del 2014 (+ 423.000). Le assunzioni a tempo indeterminato registrano un – 33,4% nel periodo gennaio-giugno 2016 rispetto al 2015. Nel periodo gennaio-giugno 2016 sono stati venduti 69,9 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto al primo semestre 2015, pari al + 40,1%. Nel primo semestre 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 74,7%. Nel II trimestre del 2016 si registra un calo del numero di attivazioni rispetto allo stesso periodo del 2015 pari a -12,1%. (Nota Minlavoro settembre 2016 comunicazioni obbligatorie). “La dinamica degli avviamenti per tipologia di contratto evidenzia una riduzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (-29,4%) e dei contratti di Collaborazione (-25,4%), scendono anche gli avviamenti a tempo determinato (-8,7%) in misura maggiore per la componente femminile (-15,2%) meno per quella maschile (-2,4%).” Ora, il cosiddetto Jops Act licenziato dal Governo ha riguardato i seguenti temi:Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.22 - nuovi strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione: la nuova ASPI (NASPI), l’assegno di disoccupazione (ASDI), l’indennità per i collaboratori a progetto (DIS-COLL) ed il contratto di ricollocazione; D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 - disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti; Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 80 - conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro; Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 81 disciplina organica dei contratti di lavoro e della nuova normativa in tema di mansioni. Vogliamo anche aggiungere la riforma dei servizi di collocamento e la riforma dell’Ispettorato del Lavoro, nonché il   decreto legislativo n. 151/2015, recante semplificazioni alle procedure ed agli adempimenti previsti a carico delle imprese (leggasi complicazioni). Ma davvero si vuol far credere che se pur c’è stato un incremento dell’occupazione, questo riviene da questi provvedimenti? Tralasciamo l’aspetto per il quale i nuovi servizi di collocamento che dovevano rilanciare l’occupazione e che sono altrettanti urgenti (se non di più) quanto un provvedimento inerente ad es. le tutele crescenti (entrato subito in vigore), da un anno dalla adozione del jobs act è decisamente dormiente. Un lusso che indubbiamente non ci possiamo permettere. Se c’è stato allora un qualche stimolo alla nuova occupazione, ciò è venuto da due manovre finanziarie, ben distinte dal Jobs act. Manovre finanziarie che estingueranno i propri effetti in materia nel 2017. Se allora qual pur contradditorio aumento dell’occupazione è stato dovuto semplicemente ad una riduzione della tassazione sul lavoro, è questa la strada da seguire con riduzione drastica, sensibile, coraggiosa, determinata del cuneo fiscale. Ci siamo anche stancati di ripeterlo da anni. Se per darsi un alibi della persistente e cocciuta mancata riduzione del cuneo fiscale, ci vien detto che la situazione migliora senza alcun provvedimento sul cuneo fiscale, si sappia che noi siamo Consulenti del Lavoro, senza anelli al naso.

 

Partirà intanto entro fine anno l'assegno di ricollocazione per i lavoratori disoccupati.  La misura prevista dall'articolo 23 del dlgs 150/2015 è stata istituita, a domanda, in favore dei lavoratori percettori della NASpI la cui disoccupazione ecceda i quattro mesi per agevolare la ricerca di un posto di lavoro. Nelle prossime settimane sarà pronto il sito dove i disoccupati potranno iscriversi e avere accesso al voucher tra i 2 mila e i 5 mila euro da spendere presso strutture pubbliche e private di collocamento al lavoro anche se per il decollo complessivo dello strumento si dovrà attendere almeno la fine dell'anno. Si partirà con 10mila offerte a disoccupati estratti a sorteggio su scala nazionale come in tutte le fasi sperimentali, per poi arrivare a regime, entro il 2017.  Per la fase di avvio l'Anpal mette sul piatto una dotazione finanziaria da 400 mln di euro. Il valore dell’assegno dipenderà dal grado di occupabilità del richiedente che dovrà essere definito dal centro per l'impiego attraverso un algoritmo automatico: minori sono le possibilità di impiego, più elevato sarà l'importo del voucher o la dote a disposizione del lavoratore (in media sui 1.500 euro, aumentabile anche a 3-5mila nei casi più complicati).  A questo punto, il disoccupato sceglierà, tra le strutture private e pubbliche accreditate dalla regione, l'agenzia per il lavoro dalla quale farsi assistere nella ricerca di una nuova occupazione. Tra i soggetti che si accrediteranno per le nuove politiche attive del lavoro, la Fondazione Lavoro potrà rivestire un ruolo determinante, in funzione della capillare presenza di colleghi “operatori” sul territorio e grazie al prestigio che si è saputa ritagliare in anni di notevoli iniziative. Il voucher sarà pagabile solo a seguito dell'effettivo ricollocamento del lavoratore, cioè solo a risultato ottenuto e non per l'attività comunque svolta genericamente a sostegno del soggetto. L’assegno sarà rilasciato nei limiti delle disponibilità assegnate alla regione o alla provincia autonoma di residenza. L'assegno, il cui importo non costituirà reddito imponibile, se richiesto dovrà essere "speso" dal disoccupato entro due mesi dalla data di rilascio a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla Naspi.

*Presidente Nazionale ANCL

 

Un’ultima novità su cui voglio focalizzare l’attenzione riguarda la recente riforma scolastica che ha stabilito che ogni anno almeno 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici debbano essere svolte in un contesto lavorativo. Già avviato il Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro, punto d’incontro (virtuale) tra i ragazzi che frequentano il triennio conclusivo di un istituto tecnico e di un liceo e le imprese italiane disponibili ad offrire loro un periodo di apprendimento on the job. Il portale di riferimento è  www.scuolalavoro.registroimprese.it Chi fa impresa sa bene che la maggior parte dei giovani che entrano in azienda, pur con molti talenti e conoscenze, non ha praticamente mai fatto un’esperienza di lavoro durante il percorso di studi. Solo il 4% dei giovani tra 15 e 29 anni è riuscito a conciliare studio e lavoro. In Germania, Regno Unito e Francia si arriva a oltre il 20%. Un ritardo culturale enorme in un contesto europeo e globale sempre più competitivo che ora vive i presupposti per essere colmato. E’ infatti il fondamentale obiettivo della riforma di preparare gli allievi ad un ingresso consapevole nella realtà lavorativa, al fine di creare rapporti stabili tra scuole e imprese appartenenti alla medesima realtà territoriale. Così facendo, infatti, i momenti vissuti in azienda diventano occasioni di apprendimento e di acquisizione di competenze.  Il mondo delle imprese rappresenta un importante punto di riferimento culturale e formativo per il sistema scolastico: l’impresa potrà avere un ruolo attivo nell’aggiornare la scuola sui profili professionali e sulle competenze richieste nelle organizzazioni, contribuire all’avvicinamento tra il mondo dell’istruzione, sempre troppo distaccato dalla realtà economica e produttiva, ed il mercato del lavoro, mostrare il proprio potenziale formativo, investendo nello sviluppo delle risorse umane. In questo nuovo contesto, quindi, le imprese sono chiamate a svolgere un ruolo decisivo: così come avevamo già intuito, i consulenti del lavoro che assistono le imprese non potevano restare fuori dal sistema della alternanza. Infatti, con la sottoscrizione a livello nazionale di due convenzioni parallele (Ministero dell’Istruzione e Associazione Presidi) l’Ancl si è posta al centro di questa scommessa, rendendosi disponibile su tutto il territorio nazionale alla fattiva collaborazione con le istituzioni scolastiche e le imprese per la realizzazione di percorsi formativi su lavoro e legislazione sociale ed ogni altra iniziativa di raccordo tra scuole e imprese utile al perseguimento dei comuni obiettivi. Abbiamo quindi tutti gli strumenti per poter attivare proposte dirette agli istituti ed ai loro dirigenti, entrando a pieno titolo nei meccanismi dell’istruzione sul territorio. E’ ora compito specifico delle strutture territoriali Provinciali e Regionali dell’Ancl dare impulso all’iniziativa, così anche consentendo l’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole ma anche nuove opportunità alle imprese che sapranno guardare più lontano.

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