Quesiti
Recupero coattivo delle agevolazioni ex L. 407/90 in caso di non adesione a enti bilaterali o fondi
23 aprile 2012 - - CCNL applicato:
Riguardo all adesione agli enti bilaterali e alle associazioni professionali, sorge il quesito relativo alla corretta applicazione della contrattazione collettiva al fine di ottenere il Durc interno e conseguentemente le agevolazioni contributive. Nello specifico è sorto un problema con un ispettore dell Inps che riteneva di dover procedere al recupero delle agevolazioni di cui alla legge n. 407/1990 perché le aziende del commercio non aderivano all ente bilaterale previsto e non versavano i contributi associativi Ascom e Covelco. Qual è la corretta interpretazione della materia?
Soluzione proposta:
Risponde l'esperto:
Riguardo alla corretta applicazione del contratto, dobbiamo precisare che la disciplina degli enti bilaterali e delle adesioni a fondi associativi, come ad esempio l Ascom, rientra nella cosiddetta parte obbligatoria del contratto collettivo (come anche confermato dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 6530 del 10.5.2001).
La questione si poneva riguardo al settore artigiano. Il problema nasceva dalla legge n. 151/1993 i cui primi tre articoli lasciavano spazio a dubbi e ampi margini d interpretazione. Recita, infatti, l art. 3 della suddetta legge: Per le imprese rientranti nella sfera di applicazione dei contratti collettivi dell artigianato, il riconoscimento dei benefici di cui agli artt. 1 (sgravi contributivi) e 2 (fiscalizzazione degli oneri sociali) è subordinato all integrale rispetto degli istituti economici e normativi previsti dai contratti collettivi di lavoro.
Le interpretazioni riguardo a tale articolo sono state le più varie, finché la Suprema Corte di Cassazione, con la stessa sentenza sopra citata, non è intervenuta a fugare ogni dubbio riconoscendo come non necessaria l adesione agli enti bilaterali o ai fondi associativi per avere il requisito della corretta applicazione del contratto collettivo.
La questione per il settore commercio sorge con l entrata in vigore della legge n. 30/2003 che modifica l art. 3 della legge n. 151/1993 ampliando la fattispecie ai settori commercio e turismo, oltre al già citato artigianato.
La modifica alla legge, inoltre sostituisce la locuzione è subordinato all integrale rispetto degli istituti economici e normativi con la seguente integrale rispetto degli accordi e contratti.
Questa sostituzione ha ingenerato gli stessi dubbi che erano sorti anni addietro per l artigianato. Infatti, prima si evinceva abbastanza chiaramente (anche senza l intervento della Suprema Corte) che per rispetto dei contratti si intendeva rispetto della parte economica e normativa (e non anche di quella obbligatoria).
A fugare ogni nuova controversia interviene il Ministero del lavoro il quale, con circolare n. 4/2004, precisa che obbligare l azienda ad aderire all ente bilaterale o al fondo associativo contrasterebbe con il principio di libertà sindacale e quindi conferma quanto previsto dalla giurisprudenza riportata.
Ad ulteriore conferma di quanto esposto, l Inps con circolare n. 51 del 14.4.2008 al punto 4), riguardo alla condizione di corretta applicazione del contratto – afferma che: Al riguardo, come richiamato nella stessa circolare ministeriale, la condizione va intesa nel senso che i benefici sono subordinati all applicazione della sola parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi, e non anche della parte obbligatoria di questi ultimi.
Pertanto si può affermare senza dubbio che l ente non può richiedere il recupero coattivo degli sgravi utilizzati, né rifiutarsi di riconoscere il beneficio alle aziende che ne facessero richiesta, qualora queste non aderiscano agli enti bilaterali o a fondi associativi quali Ascom e Covelco.
17 dicembre 2008
Guido Sciacca