Quesiti
contributo malattia lavoratori autonomi dello spettacolo
17 giugno 2016 - spettacolo - CCNL applicato:cinema produzione

Buongiorno , una nostra azienda inquadrata nel terziario svolge anche attività per conto di vari committenti di effettuazione di spot pubblicitari con impiego di registi, coordinatori, ecc.ecc., quindi per i soggetti sia dipendenti che lavoratori autonomi addetti a quel reparto versano la contribuzione Ivs del 33% all’Inps Ex Enpals e fin qui tutto chiaro, in questi mesi stanno arrivando delle note di rettifica in cui ci richiedono un contributo di malattia del 1,28% riguardo ai lavoratori autonomi intendendo soggetti professionisti che emettono fattura di lavoro autonomo con iva e la loro quota parte del 9,19% di Ivs Inps Ex Enpals, sinceramente non sono riuscito a trovare nessuna normativa e/o circolare che spieghi con esattezza tale obbligo e direi che non mi trova d’accordo in quanto non capisco come un lavoratore autonomo possa soggiacere a tale tipo di contributo e se così fosse e come possa essere altresì assistito dall’Istituto con un indennizzo in caso di evento morboso, nel senso che sono soggetti che saltuariamente prestano la loro opera professionale nei confronti del singolo committente e nel caso in cui si ammalino (come tutti i lavoratori autonomi) molto semplicemente tale prestazione viene rimandata, poi qualora vi fosse effettivamente tale obbligo cosa dovrebbero fare nel caso in cui dovessero ammalarsi?Si recano dal loro medico e inviano in via telematica (come fanno i dipendenti) il certificato di malattia all’Inps?E quindi in che modo potrebbero percepire tale indennità? Grazie mille. 

Soluzione proposta:
Risponde l'esperto:

I lavoratori dello spettacolo che svolgono la loro opera presso le aziende senza vincolo di subordinazione sono iscritti all’E.N.P.A.L.S. ai fini pensionistici e all’I.N.P.S. per tutte le altre prestazioni assicurative obbligatorie. Per tali rapporti di lavoro autonomo, l’onere contributivo è pari al 33% della base contributiva e pensionabile, di cui 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del lavoratore, e le imprese sono tenute al versamento della contribuzione per l’indennità economica di maternità (dal 01/01/2006 tale contribuzione risulta azzerata, per il combinato disposto delle leggi n. 388/2000 e n. 266/2005).

A decorrere dal 01/01/2012, l’E.N.P.A.L.S. è soppresso e le relative funzioni sono attribuite all’I.N.P.S., che è succeduto in tutti i rapporti attivi e passivi all’Ente stesso (art. 21 del D.L. n. 201/2011, convertito con modifiche nella L. 214/2011), seppur nulla mutando né in termini di comunicazioni né in termini contributivi.

Dal 01/01/2015 sono state estese ai datori di lavoro del settore dello spettacolo e dello sport professionistico le modalità di presentazione della denuncia contributiva in vigore per le aziende con dipendenti, mediante il flusso uniemens (I.N.P.S. Circ. n. 154/2014 e messaggio n. 5327/2015). Con questa unificazione, risultano dovuti i contributi di malattia, pari al 1,28%, anche per i lavoratori per i quali le aziende non erano tenute al versamento fino al 31/12/2014 (lavoratori ai quali non spetta l’indennità di malattia INPS).

Il riferimento normativo dell’Istituto di Previdenza è l’art. 20, c. 1-bis del D.L. 112/2008, come modificato dall’art. 18, c. 16 del D.L. n. 98/2011, conv. in L. n. 111/2011. Per effetto delle modifiche, infatti, il testo della norma risulta il seguente: “a decorrere dal

1° maggio 2011, i datori di lavoro di cui al comma 1 sono comunque tenuti al versamento della contribuzione di finanziamento dell’indennità economica di malattia in base all’articolo 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, per le categorie di lavoratori cui la suddetta assicurazione è applicabile ai sensi della normativa vigente”.

Come specificato nel punto 5 della Circolare I.N.P.S. n. 122/2011, il novellato comma 1-bis dell’articolo 20, dispone che a decorrere dal 01/05/2011 tutti i datori di lavoro indicati nella tabella G di cui alla L. 41/86 sono obbligati a versare la contribuzione di malattia. La circolare, inoltre, chiarisce che “la norma non estende il campo di operatività della normativa in materia di trattamento economico di malattia, bensì si limita a ripristinare l’obbligo di contribuzione […]; essa è infatti tesa unicamente a rimuovere l’eventuale possibilità di esonero legata all’obbligo per il datore di lavoro (derivante da norma di legge o da contrattazione collettiva) di corrispondere nei casi di malattia una prestazione di valore non inferiore a quella prevista dalla legge”.

Da quanto sopra esposto si ritiene che, per i periodi dal 01/05/2011 in poi, sia dovuto il versamento del contributo di malattia del 1,28%, sebbene per il lavoratore non ne consegua un diritto alla prestazione. Ad oggi, tuttavia, non si rilevano indicazioni sul versamento dei periodi ante 01/01/2015, e si attendono chiarimenti per i possibili arretrati. 

F.to Silvia Manzati