Quesiti
indennità di licenziamento apprendista non qualificato
12 luglio 2016 - negozio abbigliamento - CCNL applicato:commercio

Buongiorno, una commessa di un negozio assunta come apprendista a NOVEMBRE 2013 a NOVEMBRE 2016 scadrà l'apprendistato e il titolare non ha intenzione di confermare la lavoratrice. A novembre 2016 che la commessa a fine apprendistato non verrà confermata la ditta sarà obbligata a erogarle l'indennità di licenziamento?

Soluzione proposta:

nessuna

Risponde l'esperto:

Il contratto di apprendistato, come disposto dalle ultime disposizioni normative, è un contratto a tempo indeterminato a contenuto formativo. Ciò vuol dire che durante il periodo di apprendistato il datore di lavoro deve garantire al lavoratore una adeguata formazione così come è stato previsto al momento dell’assunzione nel libretto formativo.

Come previsto dall’articolo 42 quarto comma del D. Lgs. n. 81/2015 al termine del periodo di apprendistato (leggasi: al termine del periodo formativo) le parti possono recedere dal contratto, ai sensi dell’articolo 2118 del codice civile, con preavviso decorrente dal medesimo termine.

Le locuzioni periodo di apprendistato e periodo di formazione sono equivalenti.

Durante il periodo di preavviso continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato.

Se nessuna delle parti recede, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Quindi, prima di tutto non vi può essere una risoluzione automatica del contratto che, anzi, se nessuna delle parti comunica all’altra alcunché, prosegue automaticamente a tempo indeterminato, ma soprattutto chi intende recedere deve comunicarlo nei termini di preavviso previsti dal CCNL di riferimento.

Durante il rapporto di lavoro di apprendistato maturano tutti gli oneri differiti previsti dal contratto collettivo che, ovviamente, al momento della risoluzione del rapporto di lavoro dovranno essere erogati al lavoratore.

Infine, va detto che il ticket licenziamento va corrisposto anche in caso di risoluzione, da parte del datore di lavoro, durante o al termine del periodo formativo.

Infatti, l’Inps, con la circolare n. 40/2013 stabilisce che: “i datori di lavoro saranno tenuti all’assolvimento della contribuzione in tutti i casi in cui la cessazione del rapporto generi in capo al lavoratore il teorico diritto alla nuova indennità, a prescindere dall’effettiva percezione della stessa”. Inoltre, sempre la circolare specifica che “il contributo è dovuto anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi compreso il recesso del datore di lavoro al termine del periodo di formazione”.

F.to Giovanni Cruciani