Quesiti
Lavoro intermittente a tempo determinato e la maternità
27 luglio 2016 - commercio - CCNL applicato:Terziario

La presente per chiedere un vostro riscontro in merito alla fattispecie di una lavoratrice assunta con contratto intermittente a tempo determinato, senza indennità di disponibilità, a cui è stata richiesta l'ultima prestazione il giorno 18.06.2016 (scadenza contratto 31.12.2016). In data 05.07.2016 l'azienda ha ricevuto da tale lavoratrice il provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro per complicanze nella gestazione, dell'azienda Ulss di competenza che ne prescrive l'astensione a decorrere dal 22.06.2016. Quali oneri insorgono in capo all'azienda? è tenuta a corrispondere in busta paga l'indennità di maternità sino alla conclusione della maternità obbligatoria e/o al raggiungimento del termine del contratto di lavoro se precedente ? Esiste una proporzione da rispettare, tra le giornate lavorative prestate e le giornate indennizzabili dall'azienda  (come previsto per la malattia nei rapporto a termine)?


Soluzione proposta:

L'evento essendo iniziato entro 60 giorni dall’ultimo giorno lavorato (18.6.2016), dovrà essere indennizzato attraverso il datore di lavoro sino alla fine del congedo di maternità (e/o sino al termine pattuito dal contratto di lavoro se precedente) come da circolare Inps n. 41/2006.

Risponde l'esperto:

Il contratto intermittente può essere visto come una serie di mini-contratti a termine che cessano al termine di ogni singola fase di lavoro e si riattivano alla successiva chiamata. Solo per effetto della chiamata, e della positiva risposta del lavoratore, il rapporto di lavoro subordinato è costituito e, soltanto da quel momento, possono richiamarsi le tutele tipiche previste dall'ordinamento, tra cui il diritto all'indennità di maternità. Nei contratti a chiamata senza obbligo di risposta il rapporto di lavoro durante i periodi tra una chiamata e l’altra non si considera costituito. Allo spirare del termine di chiamata ne consegue che il diritto alle prestazioni si estingue, fermo restando quanto previsto dall'articolo 24 del decreto 151/2001 secondo il quale l’indennità di maternità può essere chiesta entro sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro; pertanto, la lavoratrice avrà diritto all'indennità di maternità qualora l’evento inizi durante una fase di attività lavorativa ovvero entro sessanta (60) giorni dal termine della stessa. Nel caso in esame, con contratto intermittente a tempo determinato, senza indennità di disponibilità, sono da indennizzare solo le giornate che si collocano nel periodo di prevista attività lavorativa fino alla scadenza del contratto (31/12/2016). I parametri e gli elementi utilizzare, nonché le istruzioni per il calcolo dell’indennità, rimando alla Circolare INPS n. 41 del 13 Marzo 2006, come da Lei correttamente indicata, ai punti 4 - lavoro intermittente / 4-2 indennità di maternità, di malattia e TBC/B) seconda tipologia (mera facoltà di risposta alla chiamata del datore di lavoro) e punto 6 - lavoro a tempo parziale (per le istruzioni relative alle particolari modalità di calcolo dell’indennità giornaliera).

F.to Paola Maschietto