Quesiti
Orario normale di lavoro autisti autotreni azienda commerciale
21 settembre 2017 - Commercio - CCNL applicato:Terziario

Sinteticamente riporto estratto degli articoli del CCNL Terziario al fine di individuare quali sono le linee di indirizzo per la gestione dell’orario di lavoro del personale:

Titolo V

SVOLGIMENTO DEL RAPPORTO DI LAVORO

Capo I

ORARIO DI LAVORO

Art. 118

(Orario normale settimanale)

(Vedi accordo di rinnovo in nota)

La durata normale del lavoro effettivo, per la generalità delle aziende commerciali, è fissata in 40 ore settimanali (1), salvo quanto disposto dai seguenti due commi.

Per i dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburanti l'orario di lavoro è fissato in 45 ore settimanali.

Per i dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburante esclusivamente autostradali e per i dipendenti da aziende distributrici di carburante metano compresso per autotrazione l'orario di lavoro è fissato in 42 ore settimanali.

Questa apertura ci deve portare a considerare ipotizzabili secondo il CCNL di riferimento le seguenti quote orarie settimanali per un ORARIO NORMALE:

1. 40 ore per la generalità dei lavoratori

2. 45/42 ore per lavoratori dipendenti da gestori di impianti distribuzione carburante

3. NULLA dice specificatamente in merito agli autisti

Tale durata subisce una deroga nel caso dei lavoratori discontinui normati all’art 135

Art. 135

(Lavoratori discontinui)

La durata normale del lavoro per il seguente personale discontinuo o di semplice attesa o custodia addetto prevalentemente alle mansioni che seguono:

1) custodi;

2) guardiani diurni o notturni;

3) portieri;

4) personale addetto alla estinzione degli incendi;

5) uscieri;

6) personale addetto al carico e allo scarico;

7) commessi di negozio, nei comuni fino a cinquemila abitanti (in caso di contestazione si farà ricorso ai dati ufficiali forniti dal sindaco del rispettivo comune);

8) personale addetto alla sorveglianza degli impianti frigoriferi;

9) personale addetto agli impianti di riscaldamento, ventilazione e inumidimento;

è fissata nella misura di 45 ore settimanali, purché nell'esercizio dell'attività lavorativa eventuali abbinamenti di più mansioni abbiano carattere marginale, non abituale e non comportino comunque continuità di lavoro e fatta salva la normativa prevista dall'art. 102, in tema di mansioni promiscue.


Con tale deroga si individua una ulteriore previsione di “orario normale”:

- 45 ore per i lavoratori discontinui

Dal tenore letterale degli articoli citati rilevo che NON sono stati ricompresi gli AUTISTI nel novero dei lavoratori discontinui e tale precisazione ci porta a due possibili ipotesi:

1. Gli autisti si devono trattare come lavoratori ricompresi nella generalità quindi con un orario di 40 ore settimanali

2. Gli autisti non sono stati menzionati in quanto sono esclusi da una specifica disposizione di legge e quindi non è stabilito un orario normale contrattuale.

A tale proposito rilevo che, come è noto, ai lavoratori cosiddetti mobili si applica una disciplina dell’orario di lavoro diversa da quella della generalità dei dipendenti a cui si applica la 66/2003 che prevede l’orario normale di lavoro pari a 40 ore.

La disciplina legale dell’orario di lavoro, per la generalità dei lavoratori, è contenuta nel D.Lgs. n.66/03, che infatti all’art.2, co.1, contempla fra le esclusioni dal suo campo di applicazione i “lavoratori mobili per quanto attiene ai profili di cui alla Direttiva 2002/15/CE” e quindi di cui al D.Lgs. n.234/07".

La problematica di stabilire un orario NORMALE CONTRATTUALE per gli autisti di autotreni è rilevante in quanto desidero preparare un accordo sugli straordinari forfettizzati ma è complicato stabilire quale debba essere la base di partenza, ossia l'orario normale, per queste figure.

Chiedo quindi che mi venga chiarito quale debba essere l'orario normale contrattuale per gli autisti secondo le disposizioni del vigente CCNL Terziario Distribuzione e Servizi Confcommercio

Soluzione proposta:

Nessuna

Risponde l'esperto:

Il quesito verte sulla determinazione dell’orario normale di lavoro dell’autista di autotreni di un’azienda commerciale. L’individuazione dell’orario normale di lavoro è utile alla stipula di un accordo aziendale in materia di forfettizzazione delle ore di lavoro straordinario. A tal riguardo, è necessario comprendere quale sia l’orario di lavoro ordinario, oltre il quale scatta l’indennizzo. L’azienda in questione applica il contratto collettivo del settore terziario, distribuzione e servizi integrati, sottoscritto dalla Confederazione Generale Italiana del Commercio e dalle organizzazioni sindacali di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Relativamente alla disciplina dell’orario di lavoro, il contratto collettivo in questione prevede che per la generalità dei lavoratori del settore la durata della prestazione di lavoro è pari a 40 ore settimanali (art. 118, comma 1 del CCNL).

Tuttavia, il contratto collettivo individua delle eccezioni: a) per i dipendenti da gestori di impianti per la distribuzione del carburante, l’orario di lavoro è pari a 45 ore settimanali (art. 118, comma 2 del CCNL); b) per i dipendenti da gestori di impianti per la distribuzione del carburante esclusivamente autostradali e per i dipendenti da aziende distributrici di carburante metano compresso per autotrazione, l’orario di lavoro è di 42 ore settimanali; c) infine, per le tipologie di lavoratori definiti discontinui indicati dall’art. 135 del CCNL, l’orario di lavoro è pari a 45 ore settimanali (trattasi di custodi, guardiani diurni o notturni, portieri, personale addetto alla estinzione degli incendi, uscieri, personale addetto al carico e scarico, commessi di negozio nei comuni fino a cinquemila abitanti, personale addetto alla sorveglianza degli impianti frigoriferi, personale addetto agli impianti di riscaldamento, ventilazione e inumidimento).

Tra le disposizioni analizzate, non v’è alcuna indicazione di eccezione alla regola generale (art. 118, comma 1 del CCNL) per gli autisti di autotreni dell’azienda commerciale. E’ pur vero che dal campo di applicazione del D.lgs. n. 66/2003 – che definisce l’orario normale di lavoro (art. 3, comma 1 ) e rinvia alla contrattazione collettiva una determinazione diversa e conforme alle esigenze del settore (art. 3, comma 2) – sono esclusi i lavoratori mobili (cfr. art. 2, comma 1 del D.lgs. n. 66/2003), cioè quei lavoratori «alle dipendenze di imprese stabilite in uno Stato membro che partecipano ad attività di autotrasporto contemplate dal regolamento (CEE) n. 3820/85 oppure, in difetto, dall'accordo AETR» (art. 1 della direttiva 2002/15/CE). La direttiva 2002/15/CE prevede da un lato, che gli stati membri dovranno assicurare che «la durata media della settimana lavorativa non superi le quarantotto ore» e che «la durata massima della settimana lavorativa può essere estesa a sessanta ore solo se su un periodo di quattro mesi la media delle ore di lavoro non supera il limite di quarantotto ore settimanali» (cfr. art. 4) e dall’altro prevede che essa «non pregiudica la facoltà (…) di promuovere o consentire l'applicazione di contratti collettivi o di altri accordi stipulati tra le parti sociali che risultino più favorevoli per la tutela della sicurezza e della salute di tali lavoratori» (cfr. art. 10).

Dunque, posto che il contratto collettivo applicato non prevede espresse disposizioni speciali per tutte le tipologie di autisti di un’azienda commerciale (conducente di autotreni e di autoarticolati pesanti, inquadrato nel III livello, art. 100 del CCNL; autotrenista conducente di automezzi pesanti, inquadrato nel IV livello, art. 100 del CCNL; conducente di autovetture, inquadrato nel V livello, art. 100 del CCNL; conducente di motofurgone e/o motobarca, inquadrato nel VI livello, art. 100 del CCNL) e considerato che il D.lgs. n. 66/2003 esclude dal suo campo di applicazione i «lavoratori mobili» definiti dalla direttiva 2002/15/CE e che quest’ultima fonte normativa abilita la contrattazione collettiva a dettare una disciplina più favorevole (cfr. art. 10 della direttiva 2002/15/CE), in materia di orario di lavoro trova applicazione la generale disposizione del contratto collettivo contenuta nell’art. 118, comma 1 del CCNL secondo cui «la durata normale del lavoro effettivo, per la generalità delle aziende commerciali, è fissata in 40 ore settimanali».

Tenuto conto della descrizione del regime normativo sopra esposto, ai fini della stipulazione di un accordo aziendale per la forfettizzazione degli straordinari effettuati dai dipendenti autisti, l’orario normale di lavoro da considerare per questa figura professionale è pari a 40 ore settimanali, come previsto dall’art. 118, comma 1 del CCNL applicato. Si tenga presente, inoltre, che all’art. 10 del contratto collettivo applicato è previsto che «nelle aziende che abbiano, anche in più unità decentrate nell'ambito di una stessa provincia, più di trenta dipendenti» potranno essere concordate attraverso la sottoscrizione di un accordo collettivo aziendale particolari norme riguardanti l’orario di lavoro.

Per ulteriore chiarezza, si fa presente che la direttiva 2002/15/CE definisce orario di lavoro per i lavoratori mobili «ogni periodo compreso fra l'inizio e la fine del lavoro durante il quale il lavoratore mobile è sul posto di lavoro, a disposizione del datore di lavoro ed esercita le sue funzioni o attività, ossia: il tempo dedicato a tutte le operazioni di autotrasporto. In particolare tali operazioni comprendono: la guida; il carico e lo scarico; la supervisione della salita o discesa di passeggeri dal veicolo; la pulizia e la manutenzione tecnica del veicolo; ogni altra operazione volta a garantire la sicurezza del veicolo, del carico e dei passeggeri o ad adempiere gli obblighi legali o regolamentari direttamente legati al trasporto specifico in corso, incluse la sorveglianza delle operazioni di carico e scarico, le formalità amministrative di polizia, di dogana, di immigrazione ecc.; i periodi di tempo durante i quali il lavoratore mobile non può disporre liberamente del proprio tempo e deve rimanere sul posto di lavoro, pronto a svolgere il suo lavoro normale, occupato in compiti connessi all'attività di servizio, in particolare i periodi di attesa per carico e scarico, qualora non se ne conosca in anticipo la durata probabile, vale a dire o prima della partenza o poco prima dell'inizio effettivo del periodo considerato, oppure conformemente alle condizioni generali negoziate fra le parti sociali e/o definite dalla normativa degli Stati membri» (cfr. art. 3 della direttiva 2002/15/CE).