Quesiti
ATTENDIBILITA' DEL MOD. C2 STORICO
25 settembre 2017 - Consulenza lavoro - CCNL applicato:Studi professionali

Si chiede cortesemente se il mod. C2 storico può essere considerato un documento attendibile ai fini della ricostruzione del percorso lavorativo di un dipendente o se lo è solo parzialmente in quanto non tutti i CpI utilizzano la stessa piattaforma informatica per ricevere le comunicazioni obbligatorie e in caso di rapporti di lavoro scaturiti da verbali ispettivi l'aggiornamento di tale documento non è immediato.

Grazie per la collaborazione


Soluzione proposta:

Per le motivazioni soprariportate a mio avviso lo è solo parzialmente.

Risponde l'esperto:

Il modello C2 è un documento idoneo a presentare l’evoluzione del percorso formativo e professionale del lavoratore. Esso fa parte della modulistica utilizzata dalla Pubblica Amministrazione (Centri per l’impiego) volta a dare una certificazione dei percorsi formativi e dei rapporti di lavoro riguardanti il lavoratore.

All’interno del modello, è possibile anche trovare – oltre che le diverse comunicazioni imposte dalla legge relative all’assunzione e alla cessazione dei rapporti di lavoro – eventuali misure di politiche attive o passive del lavoro di cui il lavoratore sta usufruendo o ne ha usufruito nel tempo.

Relativamente alla problematica messa in luce dal quesito, e cioè dell’attivazione di rapporti di lavoro a seguito della conclusione di attività ispettive in azienda poste in essere dagli enti addetti (Inps, Inail, Itl), è possibile nella prassi che la comunicazione del verbale ispettivo che certifica, a titolo di esempio, la sussistenza di un rapporto di lavoro “sommerso” non giunga al Centro per l’impiego in tempi ragionevoli, non garantendo quindi un aggiornamento del modello. Questo ritardo potrebbe essere determinato tanto dalle tempistiche sottese alla comunicazione interna degli uffici tanto all’inerzia dell’aggiornamento del modulo. Ciò nonostante, il modello C2 è certamente un documento idoneo ad illustrare la storia lavorativa del dipendente.

Tuttavia, è bene ricordare che il D.lgs. 14 settembre 2015, n. 150 ha istituito un sistema informativo unitario comune agli enti previdenziali e al Ministero del lavoro nonché ai centri per l'impiego «per lo svolgimento dei rispettivi compiti istituzionali» (art. 14, comma 1, D.lgs. n. 150/2015) coordinato dall’Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro. Il sistema informativo unitario costituisce «la base informativa per la formazione e il rilascio del fascicolo elettronico del lavoratore, contenente le informazioni relative ai percorsi educativi e formativi, ai periodi lavorativi, alla fruizione di provvidenze pubbliche e ai versamenti contributivi ai fini della fruizione di ammortizzatori sociali. Il fascicolo è liberamente accessibile, a titolo gratuito, mediante metodi di lettura telematica, da parte dei singoli soggetti interessati» (art. 14, comma 1, D.lgs. n. 150/2015). Il fascicolo elettronico del lavoratore sarà dunque creato dall’interconnessione delle banche dati in possesso dei diversi enti che gestiscono le politiche dl lavoro (enti previdenziali, enti ispettivi e Ministero del lavoro). L’art. 14, comma 4 del D.lgs. n. 150/2015 prevede l’istituzione di un comitato che ha come compito quello di interconnettere le banche dati degli enti per dar vita al sistema informativo unitario di cui al comma 1, dal quale viene estratto il fascicolo informatico del lavoratore. Allo stato attuale, è possibile verificare l’attuazione del servizio telematico attraverso il portale dell’ Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro (http://anpal.gov.it/Pagine/default.aspx).