Quesiti
ISPEZIONE INAIL
04 gennaio 2018 - COMMERCIO AUTOMEZZI AGRICOLI - CCNL applicato:COMMERCIO CISAL
Buongiorno, vorrei un vostro parere su un accesso ispettivo INAIL e relativo verbale avvenuto ad una mia Ditta. Premesso che la DITTA svolge prevalentemente, anche dall'INAIL accertato e confermato, attività di COMMERCIO AUTOMEZZI AGRICOLI (trattori et similia) con relativa attività secondaria di OFFICINA MECCANICA (per la quale nello stesso verbale hanno chiesto la CESSAZIONE VOCE DI RISCHIO), gli Ispettori per i MAGAZZINIERI mi hanno disconosciuto la VOCE DI RISCHIO INAIL 0131 con tasso al 23 per mille e richiesto la VOCE DI RISCHIO INAIL 0121 con tasso al 34 per mille.L'unica differenza tra le due voci è in effetti "per i carburanti e combustibili....". A voi pare esatta la richiesta INAIL?
Soluzione proposta:

Secondo me la "visione" dell'INAIL è errata in quanto l'attività di MAGAZZINO dell'Azienda non ha a che fare con carburanti e combustibili ma trattasi di pezzi di ricambio in genere e prodotti simili

Risponde l'esperto:

 Il Decreto Ministeriale 12 dicembre 2000 definisce le tariffe dei premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali distinte per settori (industria, artigianato, terziario, altre attività) e relative modalità di applicazione. Orbene, alla ditta in questione va attribuita una tariffa nell’ambito del terziario, trattandosi di attività di “commercio automezzi agricoli”, con una attività secondaria di “officina meccanica”, denunciata dalla azienda ma cessata d’ufficio dagli ispettori dopo l’accesso ispettivo.

Per quanto riguarda le merci presenti nel magazzino gli ispettori hanno ritenuto di disconoscere la voce di tariffa 0131 “Magazzini di vendita all’ingrosso e corrispondenza”, con un tasso del 2,3 ‰, attivando al suo posto la voce di tariffa 0121, che riguarda comunque l’inquadramento assicurativo dei “Magazzini di vendita all’ingrosso e corrispondenza” ma con un tasso di rischio più alto, del 3,4 ‰, poiché prevede la presenza di carburanti, combustibili e prodotti derivati; vanno inclusi quindi anche liquidi come l’olio motore o l’ acqua ragia. Peraltro, basta anche un semplice olio per catena o olio motore per spostare la qualificazione del rischio. È da valutare, quindi, se al momento dell’accesso ispettivo fossero presenti, ad esempio, scaffalature con esposizione di queste merci (la presenza di questi prodotti può anche essere dedotta, pur se non visibile di primo impatto, attraverso le fatture di acquisto del cliente).

È corretto quindi l’operato degli ispettori? Si può proporre ricorso in questo caso? Da quanto sopra riportato, la risposta non può che dipendere necessariamente da ciò che gli ispettori hanno effettivamente individuato o accertato come presente nei magazzini al momento dell’accesso ispettivo. Va sottolineato comunque come sia probabile rilevare presenza di combustibili in tali ambienti, sia perché necessari per verificare il corretto funzionamento dei motori degli automezzi posti in vendita, sia per il funzionamento di altri attrezzi che con notevole probabilità sono stati trovati come merce esposta per la vendita (seghe elettriche, taglia erba etc.). Solo, dunque, nel caso in cui l’attività del magazzino sia davvero costituita esclusivamente da pezzi di ricambio in genere, con totale assenza di carburanti e altri materiali combustibili, può essere presa in considerazione una proposizione di ricorso avverso il verbale ispettivo.