Quesiti
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE CON PERCETTORI DI NASPI
24 maggio 2018 - ODONTOIATRA - CCNL applicato:STUDI PROFESSIONALI

Sto valutando una eventuale assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante di riqualificazione ex art 42 comma 4 D.Lgs.81/2015 di un soggetto che attualmente percepisce la NASPI.

Il datore di lavoro A odontoiatra, che intenderebbe procedere con l'assunzione, ha già intrattenuto con la lavoratrice in questione, un contratto di apprendistato professionalizzante dal 15/10/2007 al 14/10/2011, continuato fino alle dimissioni della lavoratrice che hanno determinato la cessazione del rapporto di lavoro in data 28/8/2015.

La stessa lavoratrice ha lavorato presso un successivo datore di lavoro dal 27/11/2015 al 22/09/2016. Al termine di quest'ultimo rapporto di lavoro ha fatto richiesta di NASPI che stà attualmente percependo e percepirà fino al 05/10/2018.

Si chiede sia lecito instaurare un contratto di apprendistato mirato alla riqualificazione della lavoratrice della durata di 36 mesi, visto il periodo di circa tre anni di assenza dallo studio odontoiatrico, beneficiando della contribuzione agevolata riservata alle assunzioni con contratto di apprendistato. 


Soluzione proposta:

Ritengo che l'assunzione possa godere dei benefici contributivi, in quanto la norma contempla la tipologia di riqualificazione professionale, praticabile dopo tre anni di assenza dal luogo di lavoro del datore di lavoro che intenderebbe riassumerla.

Risponde l'esperto:

Il quadro normativo

E’ possibile assumere con contratto di apprendistato per la riqualificazione professionale un lavoratore che al momento della stipula del contratto percepisca la NaSpi. L’art. 47, comma 4, del d.lgs. n. 81/2015 prevede che “ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all'articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all'articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l'incentivo di cui all'articolo 8, comma 4, della medesima legge”.

La norma, quindi, sembra riconoscere la possibilità di assumere con contratto di apprendistato un lavoratore beneficiario di un trattamento di disoccupazione, a prescindere dal suo requisito anagrafico, che ricordiamo essere pari a 15-25 anni per l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (art. 43, comma 2, d.lgs. n. 81/2015); 18-29 anni per l’apprendistato professionalizzante e di formazione e ricerca (art. 44, comma 1, e 45, comma 1, d.lgs. n. 81/2015). Il fatto che la lavoratrice abbia già stipulato in passato con il medesimo datore di lavoro un contratto di apprendistato non impedisce che ne possa stipulare uno nuovo e godere del regime contributivo agevolato, giacché ne ricorrono i presupposti (stato di disoccupazione), necessaria riqualificazione (da oltre un anno e mezzo senza un impiego lavorativo).

Il regime contributivo

Sotto l’aspetto della contribuzione, il messaggio dell’Inps n. 2243 del 31 maggio 2017, ha dettato delle istruzioni e fornito dei chiarimenti circa il regime contributivo dell’apprendista assunto con contratto ex art. 47, comma 4, del d.lgs. n. 81/2015. In linea di continuità con la prassi amministrativa adottata dall’Inps per la regolazione delle assunzioni agevolate di cui si tratta, il regime contributivo dei lavoratori assunti in contratto di apprendistato professionalizzante ai sensi dell’art.47, comma 4, del d.lgs. n. 81/2015, è il medesimo previsto dalla disciplina vigente per le assunzioni in apprendistato professionalizzante sulla base del regime ordinario, fatta eccezione per le specifiche deroghe espressamente contemplate dalla legge. In particolare:

a) per effetto dell’applicazione delle norme ordinarie in materia di apprendistato professionalizzante, si applica la riduzione dell’aliquota contributiva, a carico del datore di lavoro, alla misura prevista per gli apprendisti per tutta la durata del periodo di formazione, che non può eccedere il limite di tre anni, elevabile a cinque per il settore artigiano edile e non. Anche in questo caso, si ricorda che, sulla base delle innovazioni introdotte con l’art. 1, comma 773, della legge n. 296/2006, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il periodo dell’apprendistato è pari al 10% della retribuzione imponibile; per i datori di lavoro che occupano fino a nove dipendenti, detta aliquota è pari all’1,5% nel primo anno di contratto, al 3,0% nel secondo anno di contratto, per tornare all’ordinaria misura del 10% negli anni successivi al secondo. Per le assunzioni in contratto di apprendistato professionalizzane di lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione, senza limiti di età, non si applicano le agevolazioni introdotte dall’art. 22, comma 1, della legge n. 183/2011, il cui scopo era quello di “…promuovere l’occupazione giovanile…” presso i datori di lavoro con un numero di addetti non superiore a nove unità. Ciò in ragione del fatto che le finalità della citata disposizione legislativa non risulta coerente con l’assetto delle assunzioni operate ai sensi dell’art. 47, comma 4, del citato decreto 81 del 2015;

b) sulla base delle disposizioni che regolano il regime contributivo della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), con particolare riguardo all’art. 2, commi 25 e 27, della legge n. 92/2012, si applica la contribuzione di finanziamento della NASpI, la cui misura ordinaria è pari all’1,31%, e di quella di finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua di cui all’art. 25, della legge n. 845/1978;

c) per effetto dell’art. 21, della legge n. 41/1986, si applica l’aliquota contributiva a carico dell’apprendista nella misura pari alla contribuzione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti prevista dall’assicurazione generale obbligatoria con una riduzione di tre punti (allo stato 5,84%), per tutta la durata del periodo di formazione, che non può eccedere il limite di tre anni, aumentato a cinque per l’artigianato edile e non;

d) in forza della limitazione contenuta nell’art. 47, comma 7, del d.lgs. n. 81/2015, è prevista l’esclusione della conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro e al lavoratore per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione, tipici dei rapporti di apprendistato.

Pertanto, nel periodo di durata del regime agevolato (massimo 36 mesi, elevabili a 60 nel settore dell’artigianato edile non), l’aliquota complessiva da versare, per i datori di lavoro con più di nove dipendenti, è pari al 17,45% (11,61% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista). Per i datori di lavoro con un numero di dipendenti non superiore a nove, l’aliquota complessiva è pari al 8,95% (3,11% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista) per i primi 12 mesi, 10,45% (4,61% a carico del datore di lavoro e 5,84% a carico dell’apprendista) per i mesi dal 13° al 24°, e 17,45% (11,61% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista) dal 25° al 36° mese (60° per artigianato edile e non). Al termine del periodo di apprendistato, a seguito della prosecuzione del rapporto di lavoro, per effetto della disposizione di cui all’art. 47, comma 7, del d.lgs. 81/2015, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro è dovuta in misura piena in relazione al settore di classificazione ed alle caratteristiche aziendali del datore di lavoro e così anche quella a carico del lavoratore.