Rassegna stampa
Effetto Jobs act, Cigs dimezzata
21 aprile 2017 - stampa - Il Sole 24 Ore

Ammortizzatori. Nei primi tre mesi -48,27%
Effetto Jobs act, Cigs dimezzata
ROMA
Un pò di ripresa sicuramente c’è stata; ma sono anche le nuove, e più stringenti, regole sugli ammortizzatori sociali introdotte dal Jobs act a incidere sugli ultimi dati sulla cassa integrazione diffusi ieri dall’Inps. Nei primi tre mesi dell’anno, infatti, le ore, complessive, di Cig richieste dalle imprese sono calate del 38,03 per cento. A crollare è stata essenzialmente la cassa integrazione straordinaria (la Cigs, utilizzata per crisi industriali più complesse), che si è praticamente dimezzata (-48,27% rispetto ai primi tre mesi del 2016 - nell’industria addirittura si è segnato un significativo -56,25 per cento).
Anche la cassa integrazione ordinaria (la Cigo, per difficoltà temporanee) si è ridotta (fa eccezione l’ediliza, +38,44%; che si conferma un settore ancora in affanno).
La forte riduzione delle ore richieste di cassa si sta riflettendo pure sul “tiraggio”, vale a dire sull’effettivo utilizzo dell’ammortizzatore: il 2016 si è chiuso a quota 36,58% (nel 2015 si veleggiava al 53,02%) e a gennaio 2017 ci si è fermati al 17,66 per cento.
Certo, «non siamo più nella fase acuta della crisi, e le ristrutturazioni delle imprese, specie quelle medio-grandi, si stanno riducendo - ha commentato l’economista del Lavoro, Carlo Dell’Aringa -. Ma c’è pure un pò di travaso da cassa integrazione a disoccupazione, visto l’elevato numero di domande di Naspi presentate» (a febbraio, come il mese precedente, si è rimasti sopra le 100mila istanze inoltrate - siamo comunque, per ora, più o meno in linea con il dato di febbraio 2016).
La riforma del lavoro Renzi-Poletti ha rivisto le durate (riducendole) della Cig, ha introdotti costi aggiuntivi per le aziende che fanno ricorso alla cassa, modificato le causali e introdotto una procedura burocratica per le richieste: un mix di interventi che, con la fine, da gennaio, di cassa e mobilità in deroga, non sta aiutando.
Le parti sociali avevano intravisto il rischio, presentando, lo scorso settembre, un pacchetto concreto di proposte per affrontare il tema “crisi aziendali”. Misure, finora attuate solo in parte, che adesso però «devono subito tornare all’ordine del giorno del governo», ha sintetizzato Guglielmo Loy (Uil).