Rassegna stampa
Patent box, accordi lenti
19 maggio 2017 - stampa - ItaliaOggi

Patent box, tanto fumo e poco arrosto. Nel biennio 2015-2016 sono state inoltrate all'Agenzia delle entrate 8 mila istanze. Ma l'amministrazione ne ha «salvate» appena 3.706, cioè il 46% circa (1.887 nel 2015 e 1819, nel 2016). Di queste, poi, ne sono state validate poco più di 15 tra le più grandi realtà. L'andamento del regime fiscale di favore, che detassa una quota di reddito della società ascrivibile all'utilizzo di software, brevetti industriali, disegni e modelli, processi e marchi, è stato illustrato ieri in commissione finanze della camera da Luigi Casero, viceministro dell'economia, che ha risposto a un'interrogazione presentata da Giovanni Paglia (Sel). Nei primi due anni, 2015 e 2016, l'opzione per l'accesso all'agevolazione doveva essere effettuata in via telematica, dal 2017 invece l'opzione sarà comunicata direttamente nella dichiarazione dei redditi. Casero specifica che nel biennio «sono state presentate in via telematica circa 8.000 opzioni». Nel 2015, dunque, si è partiti con 4.473, di queste tra decadute per mancata presentazione e rigetti per mancanza di requisiti si è arrivati a una quota di 1.887. In tabella sono riportate le domande suddivise per tipologia di richiesta. Il totale supera il numero delle singole istanze perché in una istanza si poteva richiedere il benefit per più voci.

Nel 2016, il numero dei non decaduti è stato di 1819 istanze. Gli uffici locali delle Entrate stanno lavorando a pieno ritmo per chiudere le istanze delle pmi. Sono circa 1.000 ma in molti casi le pmi stanno rinunciando all'agevolazione a fronte del lavoro di documentazione