Il Consulente 1081
Bonus bebè: luci e ombre tra soldi disponibili e difficoltà Isee
1081 numero 7 anno 2015 - focus a cura di Celeste Vivenzi

Focus su bonus bebè

Con la pubblicazione del Dpcm del 27 febbraio
2015 nella Gazzetta Ufficiale n. 83 del
10.04.2015 sono operative le disposizioni per
ottenere l’assegno cosiddetto “bonus bebè”
riconosciuto per ogni figlio nato o adottato tra
il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.
L’assegno è riconosciuto per i figli di cittadini
italiani o di uno Stato membro dell’Unione
europea o di cittadini di Stati extracomunitari
con permesso di soggiorno di lunga durata ,
residenti in Italia e a condizione che il nucleo
familiare di appartenenza del genitore richiedente
l’assegno sia in una condizione economica
corrispondente ad un valore dell’indicatore
della situazione economica equivalente
non superiore a 25.000 euro annui al momento
della presentazione della domanda e
per tutta la durata dell’assegno.
L’assegno è fissato in un importo di:
a) euro 1.920 annui, pari a euro 160 mensili,
se il nucleo familiare di appartenenza del
genitore ha un Isee non superiore a euro
7.000;
b) euro 960 annui pari a euro 80 mensili se
il nucleo familiare ha un Isee superiore ad
euro 7.000 ma nel limite di euro 25.000.
La domanda per l’assegno deve essere presentata
all’Inps da un genitore convivente con
il figlio (secondo modelli predisposti dall’Istituto
di Previdenza) a far data dal giorno della
nascita del figlio o dal suo ingresso nel nucleo
familiare a seguito di adozione,
Affinché l’assegno decorra da tale data, la
domanda deve essere presentata non oltre il
termine di 90 giorni dal verificarsi dell’evento
ovvero entro i 90 giorni successivi all’entrata
in vigore del Decreto della presidenza del
consiglio dei ministri (in sede di prima applicazione
i 90 giorni scadranno quindi il 24 luglio
2015 e se la domanda viene presentata oltre
questi termini l’assegno inizia a decorre dalla
data di presentazione).
La domanda va fatta solo ed esclusivamente
per il primo anno (mentre per gli anni successivi
basterà presentare l’Isee per la verifica
dei requisiti) esclusivamente in via telematica
o presso Caf e patronati se non si possiede il
PIN (nel caso in cui il genitore sia incapace di
agire la domanda è presentata dal suo legale
rappresentante).
Le cause di decadenza dal beneficio sono
disciplinate dall’art. 5 del Dpcm e il nucleo familiare
non ha più diritto all’assegno nel caso
in cui vengano meno i requisiti richiesti ovvero
qualora si verifichi una delle seguenti cause:
- decesso del figlio;
- revoca dell’adozione;
- decadenza dall’esercizio della responsabilità
genitoriale;
- affidamento del figlio a terzi;
- affidamento esclusivo del figlio al genitore
che non ha presentato la domanda (in tutti
questi casi l’erogazione dell’importo verrà
interrotta dall’Inps a partire dal mese successivo
a quello in cui si è verificata la causa
di decadenza fermo restando il recupero da
parte dell’istituto delle somme indebitamente
percepite).
Come previsto dalla Legge n. 190/2014, l’art.
6 del Dcpm ribadisce che l’Inps ha l’onere di
effettuare una sorta di monitoraggio mensile
degli oneri derivanti dall’erogazione del beneficio
ed in presenza di superamento delle
previsioni di spesa, dovrà sospendere l’acquisizione
delle nuove domande attendendo
che il ministero dell’economia e delle finanze
ridetermini l’importo annuo del bonus e dei
relativi valori Isee per averne diritto.
In buona sostanza quindi le richieste del
bonus bebè dovranno confrontarsi con le
seguenti problematiche operative:
a) i soldi disponibili: per il 2015 il governo ha
deciso di stanziare 202 milioni di euro, che
nel 2016 diventeranno 607 milioni di euro
e nel 2017 poco più di un miliardo, per una
spesa totale in cinque anni stimata intorno ai
3,6 miliardi di euro. Dai primi calcoli si ipotizza
che i soldi stanziati per il 2015 basteranno per
circa 200 mila bambini ma in Italia ogni anno
ne nascono più di 500 mila e se si considerano
anche le adozioni il numero dei possibili
destinatari si alza ancora mettendo in risalto
l’esigenza di nuovi finanziamenti;
b) la presentazione pratica della domanda:
per poter presentare la domanda del bonus
bebè occorre fare riferimento al nuovo isee
2015.
Nel caso di specie le famiglie dovranno pertanto
attivarsi per tempo al fine di ottenere la
certificazione reddituale tenendo in considerazione
tutte le difficoltà operative che
lo strumento Isee sta incontrando dal suo
debutto.
Si ricorda che il soggetto interessato deve
recarsi presso un caf abilitato e presentare
la richiesta della Dsu con le nuove regole
(giacenza media conti correnti, libretti di
risparmio e deposito, azioni, titoli, fondi di
investimento, polizze vita,carte prepagate
,voucher ecc), attendere la risposta dell’Inps
che rilascerà l’indicatore Isee dopo la verifica
dei dati presenti nella propria banca dati e
quelli di altri enti ( agenzia delle entrate ecc. ).

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