Il Consulente 1081
Alternanza scuola - lavoro: formiamo i lavoratori del domani!
1081 numero 12 anno 2016 - editoriale a cura di Francesco Longobardi

Alternanza scuola - lavoro: formiamo i lavoratori del domani!

Nel mio discorso introduttivo in occasione del quarto ed ultimo appuntamento del primo Corso di Formazione specialistica in Diritto del lavoro e legislazione sociale, organizzato dall’ANCL nazionale con il patrocinio del Master in gestione del lavoro e delle relazioni Sindacali Università degli studi di Bari, mi sono permesso di fare un breve ma importante accenno sulla tematica della giornata di studi, a me particolarmente cara e per la quale ho investito energie e speranze: l’alternanza scuola - lavoro

L'alternanza scuola-lavoro è, come sapete, una metodologia didattica, introdotta nel sistema educativo dall'art. 4 della l. 53/2003 con l'obiettivo di arricchire i percorsi del secondo ciclo con competenze spendibili nel mercato del lavoro. I percorsi in alternanza scuola-lavoro sono organizzati sulla base di convenzioni tra l'istituzione scolastica o formativa e il soggetto ospitante, che li regolamentano alternando periodi in aula e in contesti lavorativi, nel rispetto del profilo educativo del percorso ordinario (d.lgs n. 77/2005). Nell'ambito dell'alternanza la permanenza dei giovani in contesti lavorativi non si configura come un rapporto di lavoro: i giovani mantengono lo status di studenti e la scuola o l'istituzione formativa è responsabile dell'intero percorso. 

La Legge n. 107/2015 (c.d. Buona Scuola) ha regolarizzato l'alternanza scuola-lavoro nei percorsi del secondo ciclo, introducendo l'obbligo per gli studenti del secondo biennio e dell'ultimo anno, di svolgere in alternanza un monte ore minimo di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei, da inserire nel Piano dell'offerta triennale. L'alternanza si realizza svolgendo attività all'interno e all'esterno della scuola, in un percorso ideale che parte dalla didattica laboratoriale e giunge al rapporto di collaborazione fra scuole, studenti ed imprese ospitanti. Il percorso è monitorato attraverso la collaborazione fra i soggetti coinvolti e al ruolo di rilievo assegnato in questo senso al tutor scolastico e a quello aziendale.  

Nel corso della mia presidenza, ho voluto dare grande peso allo sviluppo dell’Alternanza scuola - lavoro, perché sono convinto che sia la scuola che la società non facciano altro che formare i lavoratori di domani. E se pensiamo ai cicli di vita per i quali mediamente un massimo di 25-28 anni sono destinati alla formazione scolastica e universitaria e tutto il resto è da dedicare al lavoro, comprendiamo esattamente della portata del problema di cui stiamo parlando. Altri stati europei da questo punto di vista sono molto più avanti rispetto a noi: l’apprendistato, ad esempio è già sviluppabile durante gli anni scolastici e in taluni casi persino obbligatorio.

Abbiamo un notevole divario da recuperare, abbiamo necessità di compiere passi veloci e modernizzare il sistema scolastico e formativo. E’ anche per questo che l’Ancl ha, con orgoglio, sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione MIUR e con l’Associazione Nazionale Presidi, (mi preme ringraziare per il Suo interessamento e per la sua competenza il collega Andrea PARLAGRECO che si è molto prodigato per la sottoscrizione della Convenzione con l’ANP), una convenzione strategica nella quale le parti si impegnano a strutturare corsi di formazione sul lavoro rivolti alle ultime due classi delle scuole superiori. Personalmente ho dedicato più di un anno di lavoro per pervenire con convinzione a questi protocolli d’intesa e adesso invito Voi colleghi, Presidenti delle Unioni Provinciali e Presidenti Regionali ANCL a darne attuazione, rendendo protagonisti i Consulenti del Lavoro nella istruzione e nella cultura del lavoro.

Restando in tema di formazione, colgo questo spazio editoriale per invitare tutti i colleghi al Festival del Lavoro che si terrà a Roma dal 30 giugno al 2 luglio ed in particolare ad intervenire all’evento organizzato e promosso dall’Ancl per il 30 giugno, dedicato alla riforma del lavoro. Sarà una vetrina importantissima per porre in risalto questioni ancora irrisolte che meritano l’opportuna attenzione del legislatore. Infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato recentemente in via preliminare un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2016, n. 81, e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, ai sensi dell’art. 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. In esso viene modificato il regime dei contratti di solidarietà con previsione di possibile trasformazione di quelli difensivi in espansivi, quello di tutela della disabilità; l’ISFOL cambierà la sua denominazione in INAPP (Istituto Nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche). Di particolare interesse le modifiche apportate al lavoro accessorio. Fermo il limite massimo di 7000 euro, valido per tutti i committenti imprenditori, agricoli e non agricoli, e professionisti, nel settore agricolo viene escluso quello di 2000 euro in relazione alle attività lavorative svolte per ciascun singolo committente. Il suddetto limite permane nei settori non agricoli. Il legislatore ha ritenuto di non dovere ulteriormente limitare il settore agricolo già “soggetto” a restrizioni in relazione alla tipologia di attività (stagionale), di prestatori di lavoro (under 25 anni e pensionati) e di imprese (volume d’affari non superiore a 7000 euro). Regolate anche le modalità di comunicazione: i committenti imprenditori agricoli e non agricoli, nonché i professionisti saranno tenuti a comunicare alla sede competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, mediante sms o posta elettronica i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata temporale della prestazione che, nel settore agricolo, non potrà superare i 7 giorni. Introdotto un regime sanzionatorio: la violazione dei suddetti obblighi comporterà l’applicazione di una sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2400.

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