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In calo l’occupazione nel 2009. Lo rivela il rapporto Unioncamere 2009.
enti e istituzioni 12 maggio 2009 -
 
Nel 2009 nel settore privato i posti di lavoro diminuiranno di 220 mila unità con una contrazione del 2%. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale Unioncamere, presentato alla stampa, sulla base delle anticipazioni del sistema informativo Excelsior su 57 mila imprese. La flessione della domanda di beni e servizi avrà un impatto occupazionale più evidente per le imprese industriali (-2,5% tra fine 2008 e fine 2009) rispetto a quelle delle attività terziarie (-1,4%). Più contenuto dovrebbe essere il calo nel nord-ovest (-1,7%), mentre nelle altre regioni si registrerebbe un -2%. Sono soprattutto le piccole e piccolissime imprese a mostrare la più intensa contrazione occupazionale (-2,5%), specie nel manifatturiero (-3,5%).

Rapporto Unioncamere 2009
(stralcio)

Mercato del lavoro

I fabbisogni professionali delle imprese: le prospettive in tempo di crisi
Il 2009 sarà caratterizzato da un diffuso ridimensionamento delle previsioni occupazionali espresse dagli imprenditori italiani dell’industria e del terziario. Secondo i dati provvisori dell’indagine Excelsior (realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro) basati sulle interviste effettuate a 57mila imprese1, emerge una certa cautela delle nostre aziende nel procedere all’inserimento di nuovo personale, tanto è vero che la quota di quelle che prevedono assunzioni non raggiunge il 20%. La flessione della domanda di lavoro dovrebbe quindi determinare un saldo occupazionale negativo, pari a poco meno di 220mila unità (circa -2,0% in termini relativi), determinato prevalentemente da una riduzione dei flussi occupazionali in entrata piuttosto che da un incremento delle uscite.

La contrazione si evidenzia soprattutto nel settore manifatturiero, il cui tasso di variazione occupazionale sarebbe del -2,5%, con una perdita pari a quasi il doppio di quella registrata nei servizi (-1,4%); meno diversificate risultano invece le tendenze a livello territoriale, con le imprese del Nord Ovest che si attendono una variazione negativa (pari al -1,7%) di entità leggermente inferiore alla media. Sono le aziende sino a 9 dipendenti e quelle artigiane a formulare le previsioni più pessimistiche (con un saldo del -2,5% per le prime, del -3% per le seconde).

I dati dell’indagine Excelsior non tengono conto dei dipendenti che già si trovano o per i quali si prevede nel corso dell’anno il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, ordinaria o straordinaria. Per l’indagine, infatti, tali lavoratori sono comunque considerati tra il personale dell’impresa, a meno di una loro prevedibile uscita entro la fine dell’anno. Considerando anche l’incidenza della cassa integrazione, il tasso di variazione dell’occupazione dipendente per il 2009 potrebbe essere rettificato in un valore compreso tra il -2,8 e il -3%.

Il ridimensionamento dei programmi occupazionali delle aziende italiane non avviene in misura proporzionale per tutte le componenti. La contrazione relativa agli operai e al personale non qualificato (circa 168mila unità in meno) sarebbe pari a -2,5% rispetto allo stock di occupati dipendenti a fine 2008, ossia più del doppio di quanto previsto per i livelli dirigenziali ed impiegatizi (-1%).


Saldi occupazionali previsti dalle imprese, per livello d’inquadramento e per settore
 
 
 
Saldi previsti nel 2009
Tassi di variazione previsti nel 2009
Dirigenti 
Quadri, imp.
e tecnici
Operai e pers.
non qualific.
Totale 
Dirigenti 
Quadri, imp.
e tecnici
Operai e pers.
non qualific.
Totale 
Totale
-1.520
-49.480
-167.840
-218.840
-1,1
-1,1
-2,5
-1,9
Industria
-740
-20.570
-106.740
-128.050
-1,2
-1,4
-2,9
-2,5
Servizi
-790
-28.910
-61.100
-90.800
-1,1
-0,9
-2,0
-1,4
Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior (dati provvisori, aprile 2009)
1  Va notato che l’insieme dei questionari elaborati è già di poco superiore al 60% del campione previsto per le imprese sino a 50 dipendenti, mentre la quota di aziende superiori a tale soglia copre tra il 35% e il 50% del campione teorico finale.

Le assunzioni stagionali si ridurrebbero solo del 15%, rispetto alle previsioni formulate dalle imprese per il 2008. Considerando le restanti assunzioni, sempre rispetto alle previsioni 2008, la contrazione più marcata riguarda le assunzioni a tempo determinato, che si riducono di quasi il 50%, con un decremento di 4 punti della relativa quota percentuale. Di riflesso, si registra una ripresa nella quota delle assunzioni previste a tempo indeterminato e nei contratti di apprendistato (soprattutto nei servizi). Le collaborazioni a progetto dovrebbero invece attestarsi sugli stessi livelli previsti per il 2008, intorno alle 200mila unità.

Assunzioni non stagionali previste dalle imprese, per tipo di contratto
Anni 2001-2009
 
 
 
 
 
Totale
assunzioni
(v.a.)*
Tipo di contratto (valori %)
Tempo
indeterminato
Tempo
determinato
(1)
Appren-
distato
Contratto di
inserimento
Altri
contratti
2001
713.560
60,0
30,8
7,5
(2)
1,7
2002
685.890
58,0
33,0
7,4
(2)
1,6
2003
672.470
56,5
32,8
9,3
(2)
1,4
2004
673.760
58,4
29,2
8,1
3,0
1,3
2005
647.740
50,0
37,8
9,1
(3)
3,2
2006
695.770
46,3
41,1
9,6
1,8
1,2
2007
839.460
45,4
42,6
9,6
1,6
0,9
2008
827.890
47,4
42,6
8,0
1,6
0,5
2009**
492.610
49,4
38,7
9,3
1,7
0,9
* Valori assoluti arrotondati alle decine.
** Dati provvisori, aprile 2009
(1) Fino al 2003 la quota dei contratti a tempo determinato comprende anche il contratto formazione-lavoro (CFL)
(2) Modalità non esistente fino al 2003 (ha sostituito dal 2004 il CFL)
(3) Nel 2005 il contratto di inserimento non era esplicitato
Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2001-2009
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